mercoledì 10 settembre 2008

L'angolo del critico 2


Ed eccoci con un nuovo ristorante da recensire! Forse dovremmo anche rimetterci a cucinare (che è pure più sano per le nostre finanze!)….
Allora, non ancora del tutto riacclimatati alla normale vita lavorativa, decidiamo di andare in una pizzeria-ristorante tranquilla, che ci faccia sentire ancora un po’ in vacanza. Dopo una rapida consultazione, cuoco 1 propone “Frijenno e magnanno”, pizzeria napoletana in zona Centrale. Cuoco 2 viene attirata con la promessa di fritti (e il nome del locale non ne fa mistero! NDCuoco numero2) e piatti abbondanti, e devo dire che le promesse vengono mantenute! Il nostro menù si apre infatti con un antipasto di fritti misti, prosegue con paccheri con gamberi e ricotta e un calzone tradizionale, concludendosi con un pantagruelico cannolo siciliano e una onorevole fetta di pastiera.

L’antipasto consiste di un abbondante misto di fiori di zucchina, pizzetta, mozzarella in carrozza, mini-arancini, crocchette e pastella con erbe aromatiche….tutto rigorosamente fritto! A me è piaciuto tutto, il fritto era abbastanza leggero e tutte le preparazioni gustose e ben fatte. E la dose era veramente onesta. Passando al resto, cuoco 2 ha preso i paccheri: buoni, tanti anche se niente di eccezionale. Assaggiando invece il calzone, ho deciso che quella sarebbe stata una scelta vincente: era buonissimo! Pasta, ripieno, cottura: nulla da eccepire! Vediamo però se cuoco 1 è d’accordo….

Certo che lo sono! (Back office della cena: l’unica critica alla cena da parte di cuoco numero 2 è venuta dalla quantità onestamente imbarazzante di carboidrati. Fra fritti, pasta, pizza e dolce credo che se ci fossimo misurati la glicemia avremmo rotto la macchinetta! E ovviamente cuoco numero 1 ha gradito!). Tutti i piatti si rivelano all’altezza, ma il calzone è a mio avviso di gran lunga il piatto più riuscito rispetto alla tradizione napoletana.

E, dulcis in fundo, che buoni i dolci! Il cannolo era di dimensioni ragguardevoli, con la farcia di ricotta soffice e spumosa, con la scorza d’arancia candita e gocce di cioccolato e proprio delizioso! Buona anche la pastiera, anche se il vero estimatore è cuoco 1, cui lascio la parola per il panegirico!
Panegirico: che altro dire della pastiera? Credo davvero si tratti della manna di biblica memoria. Quella di Frijenno e magnanno è buona: non come ricordo gli esemplari provati in Campania, ma molto onesta.

Cuoco numero 1 chiude aggiungendo che involontariamente il ristorante era stato già recensito (positivamente) da Allan sul Corriere del 25 Maggio 2001. Qui seguono alcuni estratti della recensione:

"Più napoletano di così proprio non è possibile […] fin dal nome che letteralmente vuol dire friggendo e mangiando. […] Maria Tommasino, che ha voluto questo nome accattivante, è napoletana purosangue e viene da una famiglia da sempre impegnata nella ristorazione"
piatti di particolare nota: pizze, fritto Italia (crocchette di patate e pasta di pane ripiena di frutti di mare), maccheroncini alla vesuviana, pasta e fagioli con le cozze, linguine al cartoccio di frutti di mare, orata all'acquapazza, branzino fritto
da segnalare i vini: "pochi i vini, tutti nati all'ombra del Vesuvio"

Buon appetito!!!!

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