martedì 6 maggio 2008

Domenica 4 maggio 2008: Menù di pesce n. 2


















I nostri eroi, finalmente nella stessa città per un lungo weekend, decidono di cimentarsi nella preparazione di una cena completa a base di pesce. Cuoco n 1 (o n 2, non ricordo più chi sia chi!), stila con larghissimo anticipo ben 4 proposte di menù, dal primo al dolce, contorno compreso (anche se in questo caso il contorno viene sacrificato sull'altare del tempo)! Dopo attenta analisi dei desideri mangerecci e della disponibilità stagionali di materie prime, viene selezionato un bel menù di pesce molto primaverile. I nostri eroi, consapevoli di una certa lunghezza nella preparazione dei piatti e delle ridotte (ndr delicato eufemismo) dimensioni della cucina, partono con la super lista degli ingredienti e poi con la spesa con largo anticipo, e per le 18:00 sono già pronti e grembiule-muniti. Viene subito deciso che il menù richiede un approccio strategico, e si opta per la preparazione di un piatto alla volta: metodo più lento, forse, ma più ordinato e consono alle attrezzature “hardware” a disposizione. Con la spesa elegantemente disposta sul tavolo, parte la preparazione dei super-piatti, ovvero: pasta con cappesante e salsa di fave, spiedini di pesce spada, e gelatina di frutti di bosco.







Si procede in ordine inverso, dato che le gelatine devono riposare in frigo almeno 2 ore. L’idea principale della preparazione è di preparare la gelatina con una buona dose di vino rosso, aggiungerla ai frutti di bosco (nel nostro caso solo mirtilli e lamponi), e poi servire con una deliziosa salsina di lamponi e zucchero a velo (unico zucchero aggiunto alla ricetta) e yogurt greco. I commenti dopo!







Poi passiamo a preparare il primo, dividendoci nella pulizia delle cappesante (ammettiamolo, surgelate, ma il banco del pesce era piuttosto sguarnito….) e nella preparazione della salsa di fave, aglio, olio e pecorino. Il risultato è una morbida crema di un bel verde brillante. Nel frattempo parte anche il lavoro sugli spiedini, ovvero taglio del pesce spada e delle verdure a dadini microscopici, causa assenza di spiedini di legno al supermercato. I nostri eroi, con puro spirito Indiana Jones (o Mac Giver!) optano per minuscoli stuzzicadenti/spiedini da cocktail, che alla fine però si rivelano una scelta più che azzeccata! Infatti gli spiedini saranno dei deliziosi bocconcini da mangiare tutti in una volta!








A questo punto la cucina viene messa in super ordine, la tavola apparecchiata e si comincia a lavorare sul serio!






Le foto probabilmente non rendono merito al bel colore verde chiaro della salsa con cui condiamo le linguine. Le fave sono stemperate dalle capesante, e nell'insieme il piatto ha un gusto davvero pieno e rotondo. Per caso abbiamo preparato la pasta con una dose di capesante superiore a quella consigliata da Allan (sei per un piatto per due persone), e il risultato secondo noi è perfetto: quindi probabilmente la dose consigliata sul manuale è leggermente inferiore al necessario!






Il secondo, come detto, assume quasi l'aspetto del finger food. In origine dovremmo infilzare il pesce spada con lunghi spiedi, ma essendone il supermercato sprovvisto optiamo per più semplici spiedini da aperitivo, col risultato che vi mostriamo sia nella teglia che nei piatti: una dose giusta di spizzichini divertenti e leggeri, in cui il gusto lieve del pesce spada non è sovrastato dalla marinatura in arancia e limone. Anzi, il gusto dell'insieme è così sfumato (ma non insipido!) che secondo noi una spruzzata di pepe nero completa degnamente l'opera.



Le dosi sinora non sono trascurabili, ma l'insieme, essendo incentrato sul pesce, richiede una degna chiusura con un dolce che ne faccia diluire il sapore forte prima di un bel film serale. Cosa c'è di meglio di una coppia di gelatine ai frutti di bosco per questa serata milanese di inizio estate? Dopo un'iniziale momento di preoccupazione (aiuto! le gelatina al vino rosso non si solidifica!) ci rendiamo conto che il freddo del frigo fa il suo dovere. Così al termine del pranzo ci ritroviamo con un paio di gelatine a testa (una dose necessaria per due buone forchette!), che ricopriamo con una semplice e deliziosa crema di lamponi e zucchero velato preparata con ingredienti freschi, e con un paio di foglie di menta per guarnizione (che cuoco numero X mangia con gusto!). Il piatto chiude degnamente la cena a base di pesce, il fresco dei frutti di bosco è canto per la gola, con l'unico limite della mancanza di adeguate formine, che fanno sì che si perda la presentazione originale suggerita da Allan (cioè lo jogurt greco al centro di una forma a ciambella), ma anche che al distacco dalle formine d'alluminio usate da noi parte delle gelatine si sformino.
Al termine di tanto lavoro un film comico di cui non diremo titolo e protagonista (Evan almighty e Steve Carrell!) ci strappa una risata dietro l'altra... Ma chissà che non sia il ricordo sul palato della cena di poco prima, con l'accompagnamento di un dolcetto delle Cantine di Ovada!
Buon appetito,

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